A circa due settimane dall’uscita di Pokémon Spada e Scudo abbiamo deciso di rilasciare la nostra recensione. Un verdetto che ha richiesto una attesa tanto lunga affinché il gioco potesse essere inquadrato in tutti suoi aspetti, sopratutto quelli che si mostrano più palesemente a lungo termine.

Il Brand

Pokémon è certamente uno dei Brand più amati dal pubblico di sempre, basti pensare al numero impressionante di appassionati che surclassa persino la famosissima e più anziana Walt Disney. Proprietà della The Pokémon Company, creato nel 1996 da Satoshi Tajiri, Pokémon ha nel tempo consolidato una presa sempre più crescente sul pubblico e tra i suoi fan che letteralmente impazziscono per le bestioline tascabili. Tra gli innumerevoli appassionati del Brand ci sono grandi e piccoli, adulti e bambini e a testimonianza di questo enorme successo non possiamo fare a meno di notare come in oltre 20 anni il fenomeno sia solo cresciuto catturando un interesse sempre maggiore, tra anime, videogiochi, carte da gioco collezionabili e franchising di vario genere.

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GameFreak

Soffermandoci sui videogiochi, che è quanto ci riguarda più da vicino, occorre sicuramente analizzare la Software House che ne ha sviluppato i primi titoli dal 1996. L’azienda nata all’inizio degli anni novanta conta attualmente circa 150 dipendenti. I primi giochi approdarono sul famosissimo GameBoy allungandone notevolmente la sua permanenza sul mercato. L’enorme successo riscosso dalla formula sviluppata ed applicata al suo genere di videogioco di ruolo, convinse sin da subito il pubblico. Nel tempo tuttavia, mentre la tecnologia progrediva ed il gioco necessitava sempre più, di crescenti attenzioni e innovazioni da parte degli sviluppatori il team cresceva ad un ritmo sicuramente più lento. Maggiori diventavano sempre più le difficoltà tecniche in relazione alla sempre più moderna tecnologia e non di rado alcuni titoli presentavano evidenti lacune. Nel tempo tutto ciò ha costituito un andamento altalenante in termini di profitto e di immagine per ciò che riguarda i titoli videoludici di GameFreak.

recensione-pokemon-spada-scudoIl Grande Salto

L’ultimo titolo del brand apparso sulla piccola console di casa Nintendo è stato Pokémon Ultrasole e Ultraluna, seguito dei titoli Sole e Luna, questi ultimi già più acerbi, rispetto ai contenuti proposti nell’ultima serie. Già da essi però era evidente quanto la piccola console non riuscisse più a gestire il gioco che aveva ormai oltrepassato le possibilità del Nintendo 3DS con sempre più frequenti cali di frame che spesso potevano risultare fastidiosi. Il gioco doveva necessariamente prepararsi alla grande console e doveva farlo con un margine di tempo molto o per meglio dire troppo limitato. Il risultato di questa corsa sfrenata è oggi il prodotto che andiamo ad analizzare.

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Ambientazione

I nostri nuovi passi calpestano la regione di Galar ispirata per forma usi e costumi alla nostra corrispettiva Inghilterra nel mondo reale. La particolarità che contraddistingue queste terre è il fenomeno così detto Dynamax o Gigamax, fenomeno attraverso il quale i Pokémon assumono illusoriamente l’aspetto di enormi colossi, potenziando le proprie mosse di base in combattimento, ed attraverso la Gigamax in particolare, anche il proprio aspetto. Queste meccaniche se vogliamo di per se apportano un primo importante cambiamento; negli ultimi titoli infatti avevamo imparato a conoscere la Mega Evoluzione e le Mosse Z, caratteristiche che non sono presenti invece nel nuovo titolo e che non sappiamo se rivedremo. Lo stesso vestiario, alcuni Pokémon nuovi di ottava generazione, e molti aspetti dell’ambientazione fanno spudoratamente chiaro riferimento al Regno Unito. Quella della Dynamax e della Gigamax ci sembra quindi un aspetto tecnico sul quale il team di sviluppo ha voluto scommettere, giustificandone l’introduzione in un modo giusto, per quanto possa o meno risultare apprezzato. Si tratta di gusti, e in considerazione di ciò possiamo dire che l’ambietazione probabilmente non chiede di più a ciò è stato realizzato. Una nota molto positiva va sicuramente al Character Design, ossia alla caratterizzazione dei personaggi, che si collocano con molta facilità all’interno di un mondo perfettamente pensato così come i suoi Pokémon.

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Innovazione

Quello che si può certamente dire è che i nuovi titoli, rispettivamente Spada e Scudo, benché abbiano caratteristiche in comune con i titoli precedenti sono molto innovativi e rivoluzionari dal punto di vista prettamente tecnico del gioco. Molte infatti le funzionalità rimosse, a favore di un nuovo sistema di gioco che verte principalmente a favore dell’online e più nello specifico delle sue battaglie competitive. Tutto infatti è strutturato sin dall’inizio affinché il giocatore possa velocemente e con uno sforzo davvero minimo costruire la sua squadra di Pokémon preferita e trascinarla fin dentro il competitivo, fulcro e cuore pulsante dei titoli. Ogni Pokémon catturato può infatti potenzialmente diventare il Pokémon perfetto di cui abbiamo bisogno, a differenza dei vecchi titoli, dove se non si era in possesso del giusto Pokémon con tutte le caratteristiche di partenza di base questo non poteva sicuramente essere candidato a diventare un elemento valido per il gioco competitivo futuro. In questa ottica Pokémon Spada e Scudo stravolge un sistema più noto sicuramente ai fan delle precedenti generazioni, lento, costituito di ore e ore di gioco definito Breeding o più letteralmente Allevamento, che era certamente un aspetto ormai ben consolidato sin dalla seconda generazione. Il gioco assieme a ciò trascina via con sé alcuni elementi importanti. Alcuni di essi fanno sicuramente parte di quei dettagli che spesso fanno la differenza tra un gioco studiato con cura e minuziosità ed un prodotto acerbo e frettoloso. Vediamo quindi contenuti mancanti quali il primo Pokémon della squadra che segue l’allenatore (una caratteristica molto apprezzata dai fan), la rimozione dello scambio GTS, che lascia spazio al solo scambio magico, che ha la funzione del vecchio scambio prodigioso (mentre nel primo tipo potevamo decidere quale pokémon scambiare e in cambio di quale altro ora è tutto affidato al caso), la rimozione del festiplaza, che viene sostituito dalle terre selvagge, una introduzione molto apprezzata, ma che purtroppo finge di essere ciò che non è, benché infatti a prima vista possa sembrare di partecipare ad un MMO che ci permette di interagire in tempo reale con altri giocatori la realtà ci pone ben presto dinnanzi ad una mera illusione. Con delle interazione al limite dell’inutile, ben presto ci si rende infatti conto di essere soli all’interno di queste vaste aree. E di avere un contatto minimo ed in tempo reale, solo all’interno dei Raid. A tal proposito ben congeniata l’idea del Raid di gruppo che riesce ad innovare positivamente il titolo, ma che anche esso presenta qualche leggero difetto di progettazione che rende sul lungo andare il farming noioso, prevedibile e ripetitivo, annullando tranne in rari casi ogni tipo di sfida. Una volta che i nostri Pokémon avranno raggiunto senza sforzi il livello massimo occorrerrà spammare la mossa più efficace per vincere l’esito della battaglia.

Pokédex

L’assenza del Pokédex Nazionale è sicuramente l’argomento più spinoso da quando venne annunciato durante lo scorso E3. Per quanto infatti in un primo momento ci si senta spaesati con una certa difficoltà nel pensare ad una squadra da assemblare, durante l’avventura e attraverso il completamento del Pokédex Regionale questa assenza si avverte sempre meno, ma ciò non toglie purtroppo la sensazione di nostalgia e perdita che proveranno tutti coloro che non potranno vedere il loro Pokémon preferito su questo titolo.

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Trama

La trama che non ha mai brillato particolarmente per complessità e fantasia in questi giochi, è semplice e lineare, forse molto più di quanto non lo sia mai stato. Generalmente tutti i precedenti titoli ci avevano abituato con il classico Incipit nel quale vedevamo il professore di turno affidarci il nostro primo Pokémon, il cosiddetto Starter! Per poi partire alla volta della conquista delle medaglie attraverso 8 palestre, affrontando malvagi e sciagure nelle quali spesso intervenivano i Pokémon leggendari, era quindi la volta della Lega Pokémon dove affrontavamo l’ultima importante sfida. GameFreak si è sempre sforzata per quanto il gioco non permetteva grandi libertà di cambiamento di rinnovare sempre la sua trama, qualche volta facendo bene altre volte facendo meglio o peggio. In Pokémon Spada e Scudo la trama è fin troppo lineare e banale, verso la fine di essa si ha quasi il desiderio di terminarla e il più in fretta possibile, per godersi quello che è l’endgame dove il giocatore avverte istintivamente di poter trarre maggiore divertimento.

recensione-pokemon-spada-scudoGrafica

La grafica è ciò che senza ombra di dubbio desta maggiore perplessità. Sicuramente graficamente il gioco risulta molto superiore in relazione ai suoi titoli precedenti, se paragoniamo cioè il nuovo titolo con i precedenti giochi non possiamo che notare un miglioramento. Tuttavia questo è assolutamente scontato, Nintendo Switch possiede un Hardware di molto superiore alla Nintendo 3DS. Per questa ragione soffermandoci a valutare la sua grafica su una console dal potenziale molto maggiore non possiamo fare a meno di notare un lavoro superficiale. Alcuni elementi di gioco stonano fortemente, i tanto discussi alberi possiedono texture inappropriate, altri alberi all’interno della zona sabbiosa delle terre selvagge sono estremamente spigolosi. Stiamo parlando di elementi copia incolla, ossia elementi che una volta costruiti, modellati in 3D e applicata la texture vengono ripetuti in tutta la mappa con la stessa facilità con cui noi siamo abituati a fare copia incolla. Sarebbe bastato quindi rendere meglio questi oggetti per migliorare non di poco il risultato finale. Non tutto ciò che appartiene al comparto grafico è stato eseguito maldestramente, ma questo purtroppo rende tutto ancora più evidente, e gli elementi mal confezionati risultano un pugno in un occhio a cui con fatica ci si riesce ad abituare.

Musica

Uno degli aspetti che non ha perso nel tempo in qualità e attinenza è sicuramente l’aspetto artistico musicale. A volte potremmo avere la sensazione di ascoltare musiche eccessivamente minimali, quasi fossero delle musiche da banale tutorial, ma nel contesto generale la musica del gioco è senz’altro uno degli aspetti meglio gestiti e realizzati. Con una giusta collocazione nei momenti salienti del gioco riesce infatti a modo suo a trascinarci nel vivo della situazione.

Longevità

L’endgame del gioco, ovvero la sua fase finale è probabilmente l’aspetto più divertente dell’intero gioco. Sembra infatti che tutto sia stato preparato affinchè il giocatore possa godere per molto tempo del titolo dopo il completamento della sua trama. Quello che si intuisce arrivati al suo completamento è che ci vengono messi a disposizione tutti gli strumenti necessari ad affinare, provare, cambiare, testare e riprovare, tanti tipi di Pokémon di combinazioni e di squadre, con l’obbiettivo finale di imparare e poi dominare la scena competitiva del gioco online, nelle modalità uno contro uno e in due contro due. Tra Raid, una torre lotta piena di interessanti strumenti, terre selvagge che vanno esplorate giorno per giorno, e la classica caccia agli Shiny, il gioco è in grado nonostante tutto di regalare molte ore di divertimento nella sua fase finale.

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Aspetti Tecnici

Il gioco risulta molto curato sotto l’aspetto scenico, quella parte che mira fortemente a trasmettere suspense ed adrenalina al giocatore, sopratutto nei momenti più intensi, come quelli durante le sfide con i capipalestra. Nei momenti di grande intensità infatti il gioco riesce a dare sfoggio di una grafica appagante, che tuttavia non riesce a mantenere l’intensità fino in fondo. Notiamo infatti movimenti degli NPC surreali, movimenti degli stessi Pokémon, anche durante le fasi finali del gioco, molto statici e con animazioni scarse o quasi inesistenti, o ancora all’interno delle terre selvagge potremo notare di tanto in tanto, allenatori entrare dentro le pareti di roccia o persino volare con la propria bici ignorando un dirupo.

In Conclusione

Il gioco si presenta come un prodotto tirato fuori frettolosamente, e poche sono le scuse che possono essere mosse per giustificare le sue ancora numerose pecche. Il mouse che si intravede per un istante solcare le immagini delle scene finali del gioco che fanno spazio ai titoli di coda sono la firma di un lavoro eseguito con superficialità. Il gioco riesce comunque a risultare godibile nonostante tutto, ma forse date le aspettative un certo senso di frustrazione scaturisce dalla consapevolezza che si sarebbe potuto ottenere un prodotto migliore.

Sappiamo che la fanbase è spaccata in due su questo argomento, ma noi la pensiamo così, ogni commento ci aiuterà a valutare ancora la nostra idea e sarà sicuramente spunto di ulteriore riflessione. Lascia un commento quindi e facci sapere cosa ne pensi e se hai già acquistato il gioco!

Pokémon Spada / Scudo

€ 48,00
7

Longevità

9.0/10

Grafica

5.0/10

Musica

8.0/10

Trama

5.5/10

Innovazione

7.5/10

Pros

  • Innovativo
  • Competitivo Interessante
  • Endgame Divertente

Cons

  • Interazione Illusoria
  • Grafica Trascurata
  • Trama Breve e Semplice

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