Content Creator Interview – Rockghost

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Con questa prima intervista si inaugura per Netstars un format mirato e dedicato ai Content Creator e ai videogiocatori che frequentano il panorama italiano videoludico in ambito competitivo.

Il primo Content Creator ad essere intervistato ai nostri microfoni oggi è Rockghost, uno Streamer Italiano emergente che tratta in particolare retrogame e non solo, scopriamolo quindi attraverso le domande che gli abbiamo posto!

L’intervista a Rockghost

Ciao Rock! Benvenuto e grazie anzitutto per l’intervista che ci concedi. Quella che ho qui davanti a me è una lista di domande mirate che ti porrò e che porremo di default a tutti coloro che dopo di te prenderanno parte a questo format. Prendi tutto il tempo che ti occorre per rispondere mi raccomando! Bene! Cominciamo!

Partiamo con delle domande dalla risposta breve a bruciapelo per conoscerti un po’ meglio!

D. Come ti chiami realmente?
R.
Simone Landini

D. Quanti anni hai?
R.
29 (anno 1991)

D. Risiedi in Italia?
R.

D. Di che regione sei?
R.
Toscana

D. Di cosa ti occupi nella vita quando non crei contenuti?
R.
Lavoro nel settore informatico, sul generico, possiedo competenze sia dal lato tecnico che software, sono in grado quindi ad esempio di realizzare un programma in PHP o di modificare un CMS; conosco i linguaggi di programmazione come Javascript, Html5, CSS poi ovviamente PHP, Python..

D. Anche Python? Saresti in grado di realizzare un videogioco?
R.
Beh sì, ci vorrebbe una vita da solo ma sì, probabilmente in un team di lavoro riuscirei a fare la mia parte ecco!

D. Hai un sogno nel cassetto?
R.
Mi piacerebbe lavorare nel settore che mi appassiona e riuscire anche a diffondere questa mia cultura videoludica non solo attraverso lo Streaming ma anche tramite altri tipi di piattaforme e media, come articoli ed interviste.

D. Su quali piattaforme e social è possibile trovarti e seguirti?
R.
La mia piattaforma di riferimento è Twitch ma sono presente anche su InstagramFacebook e Twitter.

D. Come utilizzi queste piattaforme? Crei del contenuto unico per ognuna di esse?
R.
Essendo Twitch la mia piattaforma principale di riferimento è chiaramente anche quella dove realizzo il mio contenuto, le altre piattaforme le utilizzo principalmente per auto-promuovere il mio canale Twitch ed il suo contenuto.

D. Che tipo di Content Creator sei? Cosa ti rende unico?
R.
Sono un Variety Streamer, specializzato prevalentemente nel genere Retrogaming ed Indie Games. Questo perché a mio avviso in considerazione del periodo in cui siamo caratterizzato da tante remaster, revival e remake dei titoli del passato, è importante che le persone conoscano determinati titoli non solo perché tornano di moda o per nostalgia, ma sopratutto il perché questi vecchi titoli sono speciali e devono essere conservati. Capire cosa li ha resi speciali è importante per poter avere un metro di giudizio rispetto a come si evolvono determinati titoli e generi, per individuare poi punti di forza e di debolezza che possono essere individuati sugli attuali titoli. Il concetto è studiare il passato per capire il presente. Possiedo una vasta conoscenza del media in molto modo approfondito: in qualche recente diretta a tal proposito mi è capitato di parlare in riferimento agli ultimi titoli Pokémon ossia Spada e Scudo, su un gioco che avevo portato tempo prima, Monster Rancher. Questo fu uno dei primi titoli a fare concorrenza a Pokémon, addirittura prima di Digimon e che uscì appunto prima della release internazionale di Pokemon, certo, sì, dopo quella Giapponese ma comunque prima di quella internazionale. Da qui si evince che Pokémon non fu l’ideatore originale dell’idea dei mostri collezionabili, c’erano già stati dei giochi precedentemente (il primo fu Dragon Quest V nel 1993), tra cui anche uno in particolare dove si leggevano codici a barre dei prodotti per generare dei mostri, cosa che poi appunto fu ripresa idealmente da Monster Rancher con il sistema di creazione del mostro tramite codice scansionato dal CD Rom diverso da quello di gioco. Ancora prima però l’idea fu presa dalle macchinette Gacha. Quindi il concetto del collezionismo casuale era già in voga, quello che fece Pokémon fu quello di realizzare da questa idea un gioco di tipo GDR, particolarmente accessibile a tutti, dando la possibilità al giocatore di creare una vera e propria squadra per combattere. Questo diffuse molto di più il gioco a differenza di Monster Rancher o il primo Digimon che puntavano più al pubblico Giapponese piuttosto che un target internazionale. Solo qualche spunto di storia videoludica quindi per permettere a tutti i lettori di capire a cosa faccio riferimento.

D. Da quanto tempo sei un Content Creator?
R.
Da circa un anno e mezzo, ho cominciato questo percorso direttamente con Twitch!

D. Hai obbiettivi che vorresti raggiungere attraverso quello che fai come Creator?
R.
 Mi piacerebbe anzitutto riscattarmi da un alone di negatività che alcune persone attribuiscono a quel che faccio, pensando che il mio sogno di fare di tutto questo sia senza valore, e farne così un lavoro generato dalla forte passione che provo per il mondo del Gaming.

D. Che consiglio daresti a chi comincia oggi ad approcciarsi a questo mondo?
R.
E’ importante che le persone non vedano in questo sin da subito un lavoro, non devono quindi perdere di vista la propria vita gettandosi a capofitto in questa scommessa, non fare il passo più lungo della gamba ed eventualmente farlo diventare un lavoro quando ci sono i giusti presupposti. Una persona che lavora in un ambiente molto noto come i grandi siti di informazione è un esempio di quel che può diventare un giusto momento per pensare a tutto questo in modo più serio. Fate le cose per gradi e senza la fretta di arrivare.

D. Hai già collaborato con altri Content Creator in passato?
R.
Se intendi collaborazioni sporadiche sì, ho collaborato con Kiria EternaLove, MinoGild_A, IlFungo e poi ovviamente con la fu Twitchoomerang nelle live evento di gruppo, tutte persone comunque di una certa rilevanza.

D. Ti piacerebbe collaborare con qualcuno in particolare?
R.
Doctor Game sicuramente perchè dal punto di vista del retrogaming è un autorità in materia e non si discute, sicuramente però anche Kenobit è un Content Creator con cui mi piacerebbe molto collaborare, se parlassimo invece di Softwarehouse, penso subito a  Capcom, Blizzard, che hanno fatto la storia del Videogioco. Se ad esempio mi proponessero in qualità di Content Creator di rilanciare Castelvania ci metterei la firma! 

D. Raccontaci un momento saliente che si è verificato durante questo percorso
R. Un momento di particolare fermento riguarda sicuramente il periodo nel quale trasmettevo Crash N.Sane Trilogy, in quel periodo avevo anche una bella fetta di pubblico e da giocatore datato di “Crash” avevo una certe esperienza, giocati e finiti tutti; così mi sfidarono a completare oltre il 100% in un certo numero di dirette, una specie di “speedrun” ma ad episodi. Arrivai quindi al punto in cui dovevo raccogliere l’ultima gemma del gioco ma inaspettatamente questo generò un bug, letteralmente non mi era possibile riscattare l’ultima gemma nonostante avessi completato tutti gli obbiettivi, io ed il pubblico allibito potete immaginare i commenti… fortunatamente il livello bonus Future Tense creato dagli sviluppatori di Vicarious Visions mi permise di sbloccare il gioco da questo bug, quello fu un riscatto epico! Il Karma quel giorno pareggiò! 

D. Il tuo videogioco preferito?
R.
Questa domanda è veramente dura! Mi ci vuole del tempo per rispondere.. domanda molto cattiva! Uno solo, ci vorrebbe almeno una Top 3… dovendo scegliere un gioco che fa da cardine direi.. Castlevania: Symphony of the Night!

D. Perchè proprio questo?
R.
Perchè è il gioco che ha dato vita al genere Metroidvania, ha combinato talmente tanti generi assieme da generarne uno tutto nuovo, che tutt’oggi resiste nel tempo permettendo a molti sviluppatori indipendenti di creare su questa base nuovi capolavori, come Hollow Knight e Owl Boy, che ottengono ottimi punteggi e recensioni dalla critica e che tutto sommato hanno alimentato il mercato Indie.
Senza Metroidvania, titoli come Guacamelee non esisterebbero probabilmente. Il Mercato Indie ne avrebbe sicuramente risentito, l’unico titolo che non ha ripreso da questo genere infatti nel recente periodo è Shovel Knight, quindi di genere platform a scorrimento a livelli, quindi escludendo Metroidvania avremmo avuto solo platform, come Celeste, Shovel Knight e poi? Chi ci sarebbe stato? Castlevania: Symphony of the Night è il genitore di tanti giochi ed ha riacceso la fiamma di Castlevania che si stava spegnendo. L’ultimo grande titolo di Castlevania approdato su una console diversa da Nintendo.

D. Articoli in particolare che pensi di scrivere prossimamente per Netstars?
R.
Sicuramente arriverà una recensione su Warcraft 3 Reforged, completerò la serie di Shovel Knight per portare King of Cards, e vorrei tentare se riesco a fare qualche articolo in riferimento ai generi, quindi Metroidvania, Platform ecc.. mi piacerebbe cominciare con il genere più vecchio in assoluto, si parla degli albori del videogioco, e partire quindi dagli Arcade, ma ci sarà molto da dire e ci vorrà molto tempo, forse per fine Febbraio! Non posso assicurarvelo.

D. Saluta i tuoi attuali follower e convinci i nuovi a seguirti!
R.
Cari spettri spero che questa intervista vi sia piaciuta, con tanti ectoplasmici giochi ancora da vedere e da portare insieme. Vi ricordo che quello che aleggia su di noi è lo spettro del Gaming, passato presente e futuro, che si dipana davanti a noi. Dobbiamo ricordarci che il nuovo è frutto del passato, la storia insegna! Non c’è futuro senza passato! Quindi spero che continuerete a stare con me per scoprire giochi sconosciuti e aneddoti che vi siete magari persi in quegli anni, o per scoprire nuove curiosità e per divertirci insieme. A chi non fosse ancora parte della legione degli spettri… che aspettate ad unirvi? Ci divertiamo tanto!

Si conclude così la prima intervista di questo format! Commentate e diteci se vorreste che intervistassimo qualcuno in particolare! Alla prossima intervista!

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