GiG Tiger: tornano i famigerati giochi LCD anni ’80

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GiG Tiger

Il retrogaming è una passione sempre più diffusa…e sembra averlo capito anche il mercato, che non manca di proporci sempre più frequentemente remastered, remake e gadget a tema. Hasbro, fiutando l’affare, ha deciso di gettarsi anche lei nell’operazione “revival” annunciando poche ore fa il lancio sul mercato di nuove edizioni dei giochi LCD GiG Tiger che invasero il mondo videoludico durante il passaggio fra la quarta e la quinta generazione di console. Al momento sono stati annunciati quattro titoli: The Little Mermaid, Transformers Generation 2, X-Men Project X e Sonic the Hedgehog 3. Il prezzo per ognuno di questi è di $ 14,99 e sono già preordinabili in America.

I giochi creati dall’americana Tiger Electronics e ribrandizzati da GiG nel nostro paese non erano altro che giochi basati su una tecnologia LCD simile a quella degli orologi digitali, la stessa utilizzata da Nintendo per la sua famosa linea Game & Watch. Al contrario però dei dispositivi creati dalla casa di Kyoto i GiG Tiger erano di qualità pessima e per niente in linea con lo sviluppo tecnologico del tempo.

Rilasciati in Italia tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 i GiG Tiger ebbero comunque un grande successo sul mercato. Le cause principali furono due: il basso costo rispetto ai concorrenti Game Boy e Game Gear e un parco praticamente infinito di licenze. Da film come Robocop, Ghostbusters, Top Gun e altri, fino a famosi brand di videogiochi come Street Fighter e Sonic…insomma, se avevi anche solo un minimo di fama in quel periodo potevi star certo che una tua versione Tiger esisteva ed era già in vendita.

Si trattava alla fin dei conti di alternative economiche al gaming portatile e spesso e volentieri sono state il primo videogioco mai posseduto da molti nati tra l’85 e il ’95. Il fatto di riproporli adesso però sembra totalmente fuori luogo. Parliamo di un prodotto che già alla sua uscita era tecnicamente superato e che ha costituito solo una parentesi marginale nella storia dei videogiochi. A conti fatti sembra più di un operazione per sfruttare la “nostalgia canaglia” che non qualcosa veramente pensato per i retrogamer. Vedremo in futuro se i dati di vendita daranno ragione ad Hasbro o no.

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